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Affari in corso

08 AGOSTO 2017

09:33 - Estonia

EUROPA DELL'EST - GRANDE PROGETTO DI RAIL BALTICA

(ICE) - ROMA, 08 AGO -

Una nuova linea ferroviaria avvicinerà presto i Paesi baltici al resto d’Europa allontanandoli ulteriormente da Mosca.  

 

Il progetto si chiama Rail Baltica e l’obiettivo è quello di integrare Estonia, Lettonia e Lituania - repubbliche ex sovietiche e adesso membri Ue e Nato - nella rete ferroviaria continentale, migliorando i collegamenti tra l’Europa centrale e quella settentrionale. La nuova strada ferrata - in gran parte finanziata dall’Ue - dovrebbe essere una realtà già nel 2025 e unire la Polonia a Tallinn percorrendo tutti e tre i Paesi baltici. Tra qualche anno sarà così più facile andare in treno a Riga o a Vilnius. E un giorno sarà forse possibile prolungare il viaggio andando da Tallinn a Helsinki attraverso un tunnel sottomarino stando comodamente seduti in un vagone ferroviario. 

 

Per farlo bisogna però abbandonare le misure standard dell’epoca sovietica compatibili con il sistema ferroviario russo e adottare uno scartamento - cioè la distanza tra le rotaie - in sintonia con quasi tutti gli altri Paesi dell’Unione europea. Rail Baltica avrà insomma binari larghi 1435 millimetri e non 1520 come in Russia e in tanti altri paesi dell’ex Urss. 

 

La grande esclusa resta quindi Mosca, che proprio nei treni merci vede il fulcro dei suoi rapporti commerciali con questo angolo d’Europa. La regione baltica è inoltre da anni al centro di tensioni tra la Russia e la Nato con una corsa agli armamenti da entrambe le parti e continue accuse reciproche di violazioni dello spazio aereo. E così a Mosca c’è chi teme che questo progetto dia alla Nato un vantaggio strategico consentendole di velocizzare il trasporto di armi e truppe. Il politologo Dmitri Ablazov, intervistato dalla testata filo-Cremlino «Sputnik», limita addirittura al campo militare tutto il valore di Rail Baltica sostenendo che si tratta di una «iniziativa molto costosa e non conveniente». 

 

Rail Baltica costerà 5,8 miliardi di euro, stando a uno studio di fattibilità pubblicato ad aprile da Ernst & Young. Ma genererà benefici economici e sociali valutati tre volte tanto: 16,2 miliardi. A cui si aggiungono due miliardi per gli effetti positivi sul Pil. Con i suoi 870 chilometri di strada ferrata e i treni elettrici in grado di raggiungere i 240 km/h dovrebbe servire a unire piuttosto che a dividere. Nonché a integrare maggiormente i Paesi baltici nel mercato comune europeo. «Un progetto ferroviario che collegherà le regioni e i popoli», lo ha definito la sua top manager, Baiba Rubesa, presentandolo giovedì a Cagliari alla riunione dei ministri dei Trasporti del G7. Un viaggio da Tallinn a Berlino dovrebbe infatti durare circa 10-12 ore, contro le 60 attuali. La nuova linea dovrebbe entrare in funzione nel 2026 e dal 2030 si prevede anche un collegamento con Varsavia. Si stima che ogni anno trasporterà due milioni di passeggeri e 12,9 milioni di tonnellate di merci. 

 

I vantaggi di Rail Baltica - finanziato all’85% dall’Unione europea - sono economici, commerciali, ma anche ambientali visto che l’uso del treno dovrebbe ridurre il numero di persone che si muovono in auto su lunghe distanze. Inoltre si prevedono ricadute positive anche nel settore turistico e nella capacità di Estonia, Lettonia e Lituania di attrarre investimenti dall’estero. 

 

Per questo progetto il dado ormai è tratto: l’accordo è stato siglato il 31 gennaio a Tallinn dai premier dei tre Stati direttamente interessati. I lavori dovrebbero iniziare nel 2019. Resta invece in dubbio la costruzione di un tunnel ferroviario sottomarino che colleghi Helsinki e Tallinn

(ICE VARSAVIA)