La filiera automotive italiana, con oltre 2.300 imprese, realizza fatturati per complessivi 42 miliardi e occupa circa 169.000 addetti. Ben il 73% delle
imprese italiane esporta parte del proprio fatturato. L'Europa rimane l'area più rilevante per le esportazioni di parti e componenti della filiera, tuttavia
Paesi di importanza storica come Germania, Francia, Regno Unito e Spagna nell'ultimo decennio hanno perso progressivamente di importanza (dal 55% del totale
all'attuale 40%). Ma il riequilibrio non è avvenuto a beneficio di un maggior export verso i paesi Asiatici o del Nord America, dove le esportazioni negli
ultimi anni sono rimaste sostanzialmente stabili. La crescita delle esportazioni ha quindi avuto altri approdi e più precisamente in Turchia, Polonia,
Brasile, Russia, Serbia e Repubblica Ceca, tutti Paesi (a eccezione della Repubblica Ceca) accomunati dalla significativa presenza industriale italiana.
Le attività promozionali mirano a rafforzare le posizioni acquisite sui mercati internazionali di più tradizionale sbocco e ad acquisire quote di mercato
su quelli emergenti. Diversi gli strumenti promozionali impiegati tra cui partecipazioni collettive, azioni collaterali in occasione di importanti fiere
settoriali, missioni di operatori esteri in Italia e seminari di presentazione sui principali mercati esteri. Inoltre, sempre all'interno dell'ampio
comparto dei mezzi di trasporto, emerge la capacità del settore delle due ruote (ciclo e motociclo) di proporsi collettivamente su mercati lontani e di
difficile penetrazione.
L'analisi e i dati relativi ai mercati più rilevanti, e un focus sulla posizione del nostro
paese rispetto ai principali paesi esportatori ed importatori. L'accesso è riservato agli utenti registrati.
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